La sfida (vinta) della Feralpi in Germania diventa ora un docufilm Amazon Prime- Corriere.it

2023-02-16 16:11:17 By : Ms. YZ BAIYA

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Trent’anni fa l’acquisizione dello stabilimento ex Ddr di Riesa. Il docufilm, che non a caso si intitola Steel Reborn, racconta la storia dello stabilimento dal 1992 a oggi

La scena si apre con la testimonianza forse più ficcante: lui è Klauf Ufer e dal 1992 al 2006 è stato il direttore di stabilimento dell’acciaieria di Riesa. Siamo in Sassonia, in una cittadina di 36 mila abitanti a nord di Dresda sulle sponde dell’alto Elba , dove i fitti boschi di betulle cedono il passo ai campi di luppolo.

L’anno prima, era il 1991, il presidente del gruppo Feralpi Giuseppe Pasini aveva incontrato Birgit Breuel, allora a capo della Treuhandanstalt , la fiduciaria del governo tedesco per le privatizzazioni dei beni dell’ex Germania orientale. I due avevano discusso di affari: sul mercato c’era la Elbe-Stahlwerke: «Un combinat obsoleto, fermo agli anni sessanta, ma che occupava oltre diecimila dipendenti », racconta Ufer. Praticamente l’intera comunità ruotava attorno al leviatano, un’industria che da un giorno all’altro, non avendo conosciuto nei 40 anni di Ddr il mercato, dopo la caduta del Muro si era ritrovata fuori dal mercato .

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A trent’anni di distanza, Amazon Prime dedica a quella che oggi si chiama Feralpi Stahl un docufilm firmato da AlbatrosFilm e diretto da Alessandro Milini . Nei quasi 40 minuti di montato, le tappe dell’avventura industriale che ha unito l’Italia e la Germania in una forma inedita (i rapporti sono di solito invertiti, con la supply chain che guarda a Nord, oltre le Alpi) vengono raccontate dai protagonisti di ieri e di oggi. In primis lo stesso Pasini, il quale spiega: «Già esportavamo fin dai primi anni ‘70 l’acciaio in Germania, ma dopo la caduta del Muro intravedemmo l’opportunità di poter diventare produttori in un’area a forte crescita infrastrutturale. Da qui nacque l’ipotesi, che poi è diventata realtà, di ricreare uno stabilimento nella città di Riesa . Grazie anche al know how degli stabilimenti italiani di Lonato e Calvisano, realizzammo una moderna mini mill incentrata sulla produzione di acciaio da forno elettrico».

Il docufilm, che non a caso si intitola Steel Reborn (sintesi fra la rinascita industriale di una acciaieria e la chiave del successo dell’elettrosiderurgia bresciana attraverso l’utilizzo del rottame come materia prima) racconta non solo la cronologia degli eventi ma raccoglie anche le emozioni di chi è stato protagonista dei primi trent’anni di attività.

Sono le persone a raccontare questo percorso di rilancio dell’azienda nel corso degli anni . «Oggi — prosegue Pasini — abbiamo la responsabilità di lasciare alle nuove generazioni il significato del lavoro che è stato fatto, per non disperdere valori come sacrificio e coraggio. Questa memoria, che deve essere custodita e tramandata, parla di una sfida che appartiene al passato ma che al tempo stesso ci ricorda come i traguardi del futuro si ottengono solo attraverso la collaborazione. Feralpi Stahl, e tutto il nostro gruppo, non sarebbero quelli di oggi se tutti, dai manager agli operai, non avessero lavorato insieme ».

Non si tratta, tuttavia, di un classico documentario, piuttosto, come dice Milini, di un viaggio a ritroso nel tempo nelle emozioni e nei ricordi di alcuni dei protagonisti che hanno vissuto la nascita di Feralpi Stahl . Ne scaturisce un racconto omogeneo che trasmette soprattutto il rapporto umano fra due mentalità diverse ma che sono riuscite a comprendersi e rispettarsi in questa avventura industriale».

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